IL CELEBRE FOTOGRAFO COREANO BOHNCHANG KOO IN ITALIA

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Il fotografo coreano Bohnchang Koo per la prima volta in Italia.
Bohnchang Koo è considerato uno dei fotografi più influenti della Corea del Sud, non solo per la sua ricerca fotografica, ma anche per il suo lavoro di docente e curatore che ha notevolmente contribuito a formare e promuovere la fotografia coreana contemporanea.
Le sue opere sono state esposte in numerose mostre personali e fanno parte di diverse collezioni museali e private negli Stati Uniti e Asia, tra cui: San Francisco Museum of Modern Art; Museum of Fine Arts, Houston; Kahitsukan Kyoto Museum of Contemporary Art; National Museum of Contemporary Art, Leeum, Seul; Leeum Samsung Museum of Art, Seul.

La celebre Galleria Carla Sozzani di Milano presenta, dal 9 Novembre 2014 all’11 Gennaio 2015, un’antologica del fotografo coreano Bohnchang Koo con immagini selezionate dalle serie: “Vessels”, “White”, “Masks”, “Portraits of Time”, “Ocean” e “Everyday Treasures”.
La sua ricerca è incentrata sulla provvisorietà, sul passaggio del tempo, sulla scomparsa e sul patrimonio culturale.
Per la serie “Vessel” (Veliero) ha fotografato rare porcellane della dinastia Joseon (1392- 1910), visitando musei in varie parti del mondo per riportare alla memoria questo squisito vasellame bianco, ripreso su uno sfondo bianco con luce morbida.

“Ho cercato di catturare il punto di vista in cui il vaso è di più che un antico oggetto prezioso, ma un veliero che trasporta un’anima con infinite capacità di accogliere il cuore dell’osservatore e del vasaio.” dice l’artista.
È il recupero dell’eredità culturale coreana e, nel contempo, la possibilità di trascendenza dell’oggetto. Mentre in “White” il soggetto è la natura, o meglio quei fragili segni che la natura lascia quando oramai lo splendore è scomparso: esili rami di edera ancora abbarbicati sul muro e punteggiate forme di rampicanti, aghi di pino sulla neve, creano una nuova insospettata “calligrafia” che ci obbligano ad osservare la bellezza racchiusa in semplici ed effimeri scenari quotidiani, sui quali non ci soffermiamo per superficialità.

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E non dissimile è l’indagine “Portraits of the Time”: protagonista è una parete, rigorosamente bianca, che quasi tutto il lavoro di Koo si svolge sul più elementare dei cromatismi, il bianco e nero. La parete porta le tracce del tempo trascorso.
Rugosità e pieghe, fenditure, autentica “pelle” di un vissuto. Ed anche “Ocean” è leggermente increspato o liscio e morbido come il velluto di seta, metafora di un’altra età dell’uomo. Invece, in “Masks”, della rappresentazione tradizionale coreana, la curiosità di Koo si appunta sul “visto” – “non visto”.
La maschera nasconde le autentiche emozioni, ma, i goffi gesti e le maschere, riflettono la profonda tristezza che si esprime nel folklore del suo Paese.

Nell’ultimo lavoro (2014), “Everyday Treasures”, Bohnchang Koo ha radicalizzato ancora di più la sua ricerca.
“Everyday Treasures” raccoglie immagini di saponette. Tesori di ogni giorno che utilizziamo senza la minima consapevolezza.
Il sapone si consuma come le nostre vite, giorno per giorno.
Le immagini sono di una semplicità disarmante e potrebbero apparire persino banali, però una volta ancora l’autore sottolinea la fragilità, la fugacità del nostro mondo.
Immagini di elegante estetica, non aggressive e dai toni sommessi, ben rappresentano la sensibilità coreana e la capacità di osservare le più sottili espressioni della reale.

Redazione

Per informazioni
Sito Web: http://www.bckoo.com/bio.html

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