LA “CUCINA IN VIAGGIO” DELLO CHEF GIOVANNI GIGANTE

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A tu per tu con il giovane chef Giovanni Gigante.
24 anni di origini pugliesi, lo chef si è diplomato all’I.p.s.a.r. A. Turi di Matera.
Nel cuore sempre il suo piccolo borgo nativo, Ginosa situato nella Murgia tarantina,  in un paesaggio scolpito nella pietra, tra terra e mare.  Territorio pieno di ricchezza: dalla pesca all’agricoltura, dall’apicoltura ai prodotti caseari. Per non parlare poi del noto “Oro colante”, l’Olio EVO.

Abbiamo scambiato qualche chiacchera con lo chef per farci raccontare da lui la sua idea di “cucina in viaggio“…

 

Chef, cosa significa “cucina in viaggio”?
Il viaggio determina e scompiglia i pensieri, scosta il modo di pensare. Ci si sente diversi. La mia concezione di cucina è cangiante anche a costo delle esperienze. Lascerò al tempo decidere quello che sarà. Immagino la mia cucina un incrocio di diverse culture e il variegato gusto sul palato delle materie prime spontanee. Viaggiare libera l’immaginazione. Basta “scattare” con gli occhi una foglia ed è come se il cervello fosse una lavatrice che gira e gira velocemente. Sensazioni che soffiano e ci portano, noi umani, a rispettare questa fantastica natura che offre materie preziose e uniche.

Quanto è importante la contaminazione nella tua cucina?
Contaminare il cibo per me è un insieme di gusti sulla lingua che lasciano libera la mente di immaginare quello che è e quello che saranno i passi calpestati intorno al mondo. Miscelare il gusto non è un’impresa facile. Lo studio della materia, come la struttura e il corpo del piatto, devono essere schematizzati, pensati un’infinità di volte . C’è differenza tra un piatto bello ma senza contenuto e uno magari meno apparente ma con una sostanza rilevante. Ciò è determinato dallo studio! La contaminazione ha bisogno di essere assemblata attraverso una giusta combinazione di elementi.

matera_ giovanni gigante chef

Quale è la tua idea di cucina?
La mia idea di cucina è studio continuo di quello che mi circonda ponendo l’attenzione su determinate materie prime. Riscoprire il cibo del passato che è un’esplosione di sapori e di storia.
Penso sempre a quello che i miei occhi vedevano da bambino quando mi perdevo nella campagna dove vivevano i miei nonni…
Pensate alla cura quotidiana dell’orto, alle cotture al carbone. E cosa dire dell’alimentazione del bestiame e la loro macellazione. Alla produzione dell’alcool attraverso metodi antichi. E poi la vite e l’ulivo….
Il tempo mi fa riflettere su quello che il passato mi ha regalato in modo che io possa esprimere, attraverso ogni  mia creazione, un sentimento e raccontare così un pezzo di storia di me stesso.

Progetti futuri?
Sì, quello di continuare il viaggio. Girare e scoprire nuovi modi di pensare, apprendere, miscelare i modi di fare attraverso lo studio della materia prima. Voglio portare nel mio zainetto un bagaglio ricco che un giorno mi permetterà di dar vita a un piccolo luogo, dove la gente possa rilassarsi attraverso la degustazione del cibo, del buon vino. Insomma tra i miei sogni quello di aprire una “Casa del Gusto” pennellata dal tempo. Il mio ristorante…
Un giovane chef italiano con le idee molto ben chiare.
Buon viaggio Giovanni Gigante e speriamo che il tuo sogno di una “Casa del Gusto” si realizzi presto!

 

 

Sara Biondi

 

 

Foto concesse dallo chef Giovanni Gigante

 

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